Entra in contatto con Richard su Twitter o tramite e-mail (in inglese) usando i link qui sotto...
 Twitter E-mail

Biografia

La mia carriera lavorativa è iniziata con gli studi di Architettura, durante i quali con le dita macchiate d’inchiostro e una squadretta regolabile trasformavo concetti architettonici in disegni tecnici. Successivamente i banchi da disegno vennero abbandonati in favore dei computer, che mi portarono a forgiare una carriera usando l’arte oscura della tecnologia dell’informazione.

Molto tempo dopo, uno dei miei capi disse che ogni volta che avesse avuto bisogno di qualcosa che riguardava il computer si sarebbe rivolto a me, ma se voleva qualcosa di artistico avrebbe chiesto a qualcun altro. Dal suo punto di vista suppongo che avesse ragione, per lui io ero il tizio che faceva funzionare i server, ma io non ero affatto così. I computer sono stati delle cose che mi hanno permesso di farmi una famiglia, in altre parole erano un mezzo per raggiungere uno scopo. Forse è stato a quel punto che l’artista in me ha iniziato a programmare una fuga. Non lo ricordo per certo. Ma non ho mai dimenticato il mio essere un architetto. Comunque sia, qualche anno dopo ho iniziato a scrivere.

Non avevo mai veramente perduto il mio amore infantile per le storie e l’immaginario che esse producono, l’avevo solo tenuto chiuso da parte per un po’ per alimentare quello dei miei bambini. Ora l’artista è libero di correre ogni giorno sulla tastiera.

Alcune persone, che ho conosciuto e hanno lavorato con me, mi hanno chiesto come riuscissi a creare una storia in grado di riempire un libro intero. In tutta sincerità, non ci avevo mai pensato fino a ora, ed ecco il mio tentativo di dare una breve risposta a quella domanda.

C’è un verso di una canzone di Peter Gabriel, “Slowburn”, che dice “abbiamo provato a creare dei film a partire da un volume di foto” e questo è forse il migliore riassunto del processo che ho sperimentato. E come, vi chiederete, ciò può relazionarsi con la scrittura di un libro? Di solito inizio con un’idea grezza di tutta la trama e del finale cui voglio giungere. Poi immagino una serie di scene che servono come pietre miliari all’interno della trama, queste sono le foto. Poi le unisco insieme per creare il film. Sembra facile, penso che scriverò un altro libro.

Grazie, Peter. L’immaginario evocato da quel testo è vissuto in me dal 1977, quando mi intrufolavo nell’aula di musica al college, durante la pausa pranzo, per ascoltare il tuo album.

Acquista su

per